Silvia Margaria

Nata a Savigliano nel 1985, vive e lavora a Torino, dove si è laureata presso l’Accademia Albertina. La sua ricerca si incentra sull’analisi e la rielaborazione della memoria fotografica.

La mia ricerca artistica si concentra sulla memoria racchiusa in immagini che sono scarti e detriti del passato, ma che testimoniano un vissuto. La ricerca di questo materiale è caratterizzata da una peculiare relazione con l’inatteso, l’imprevedibile e l’incalcolabile.

La pratica collezionistica fa sì che queste immagini conservino una certa idea di unicità e autenticità, che risiede nel loro valore storico, culturale e personale. Ciò significa non solo che esse tramandano una storia, ma hanno anche un certo grado d’importanza morale nel momento in cui vengono recuperate e reinvestite di valore, andando a costituire un “archivio dei vinti”.

La sovrapposizione e l’accostamento, intesi come metodologie di indagine, mi permettono di mantenere, scandagliare, selezionare, sommare, per riuscire ad avere un rapporto con il presente in dialettica con il passato.

I due collage esposti sono accompagnati da una proiezione di diapositive recuperate, che si va a inserire e sovrapporre alla composizione in una sorta di continuità narrativa. Si attua - attraverso l’utilizzo di immagini fotografiche prodotte da altri, da chiunque - una visione rassicurante e prevedibile, perché conosciuta, memorizzata e standardizzata.

Guardiamo queste immagini del passato con trasporto nostalgico, ma senza particolari sorprese. Esse sono intimamente insediate dentro la mente umana, sono residui di una memoria che diamo per scontata.

s.m.

2016-artisti-Margaria-Q

Residui. Teca #1, Teca #2

2015

collage fronte/retro, proiezioni di diapositive 24x36 mm in loop

cm 130,5 x 94 x 10 e cm 69 x 66 x 10